LE API ADORATRICI DI GESU'

Inserisci le Tue Fiabe e commentale con noi

Moderatore: Staff

Rispondi
Ospite

LE API ADORATRICI DI GESU'

Messaggio da Ospite » mer ago 18, 2010 6:19 pm

Un crimine orribile aveva scosso quel semplice e devoto paese. Tutta la popolazione era indignata per un furto sacrilego. due uomini incappucciati, dalla parlata grottesca e dai modi selvaggi, invasero la chiesa matrice, dopo l’ultima Messa del giorno, e rubarono l’Ostia grande, riservata alle “ Adorazioni solenni che si realizzavano tutte le mattine “
E la cosa peggiore è che, fuggendo con incredibile rapidità, riuscirono ad addentrarsi nel bosco vicino, nel quale scomparvero.
Per giorni interi, tutto il popolo, sconsolato, oltre a fare veglie in riparazione del grande sacrilegio, setacciarono invano il bosco, nel tentativo di recuperare la Santa Particola.
Neppure lo stesso sig Antonio, vecchio apicoltore che conosceva palmo a palmo quelle terre dove era nato e trascorso tutta la sua vita, riuscì a trovare nemmeno un’impronta dei fuggitivi.
Il tempo passava ed il popolo, rattristato, temeva un qualche castigo per il villaggio.
Tutti duplicarono le orazioni, la frequenza alla Santa Messa e la partecipazione agli altri atti di devozione della parrocchia.
Il zelante parroco giunse persino a pensare che forse la Divina Provvidenza avesse permesso l’orribile accaduto per infervorare tutta quella gente.
Anche il sig Antonio stava andando a Messa tutti i giorni nonostante le difficoltà : viveva lontano, ai confini del villaggio, vicino al bosco per dove erano fuggiti i sacrileghi ladri; a parte questo era anziano e di salute malferma.
Di famiglia molto semplice, egli aveva ereditato da suo padre un posticino e viveva vendendo miele prodotto dalle operose api del suo aviario.
Vedovo e senza figli, si occupava personalmente delle arnie, del frutteto e del giardino. Si intratteneva ad osservare il lavorare delle api, rimaneva incantato a vedere come erano organizzate, disciplinate, lavoratrici.
Di giorno esse lavoravano arduamente, ronzando e volando per ogni lato, entrando nelle casette con le loro zampette piene di polline, e uscendo con queste ben più pulite e andavano a cercare altra materia prima. La notte, dormivano tranquillamente. Non si sentiva allora neppure un ronzio. Tutto vicino alle arnie era oscurità e silenzio.
Ma, poche settimane dopo il furto sacrilego, il sig. Antonio notò che qualcosa di strano succedeva nell’apiario. In una delle casse, le api entravano ed uscivano più frequentemente . E tutte le api delle altre arnie sembravano aver concentrato su questa il loro lavoro.
L’attento anziano decise di osservare con più attenzione quello che accadeva. Indossò la sua uniforme di protezione ed entrò nell’apiario. Che curioso !! Sembrava che uscisse da dentro quella cassa un rumore molto soave e gradevole, come se ci fosse li una cascata, la cui acqua scivolasse soavemente fino al pavimento.
Un fatto ancora più impressionante si verificò poco dopo. Era notte quando, passeggiando tra il frutteto, uno sciame d’api cominciò a svolazzare intorno alla sua testa, come se volesse comunicargli qualcosa.
--- Che strano tutto ciò ! Api che volano e lavorano a quest’ora? – disse fra sé e sé.
Si avvicinò all’apiario e vide, con enorme stupore, che da un’arnia usciva una luce di grande intensità, e le api vi entravano, come volendo dirgli che li’ c’era qualcosa.
La mattina seguente, si vesti’ rapidamente e , quasi di corsa, come permettevano i suoi anni, si diresse alla chiesa matrice per la Messa. Dopo che il parroco espose il Santissimo, lo raggiunse nella sacrestia per raccontargli gli strani fatti accaduti nella sua arnia.
--- Questo mi sembra qualcosa di soppranaturale . Verrò oggi stesso a vedere ciò che stà accadendo — disse il sacerdote.
All’imbrunire, egli andò fino alla casa del sig. Antonio per vedere “ l’arnia luminosa”…. Portò con sé il sacrestano e l’altro prete che lo aiutava in parrocchia.
Si avvicinarono tutti quanti all’arnia speciale dell’apiario.Curiosamente , le api gli aprivano il passaggio, senza fare loro del male. Il parroco non poteva credere a quello che vedeva : da dentro quella cassa usciva una luce splendente.
Senza titubare, chiese al sig. Antonio di aprirla. Costui non si protesse nemmeno con la sua uniforme, poiché le api erano talmente mansuete che erano diventate inoffensive.
Una volta aperta la casa, oh!!.... Che meraviglia !
Videro una bellissima custodia fatta di fine cera bianca, tutta filigranata, dentro la quale stava la Sacra Ostia rubata dalla chiesa alcune settimane prima. E intorno a questa, le api tranquillamente, in atteggiamento di adorazione.
Il parroco e i suoi accompagnatori si inginocchiarono per adorare anche loro il Santissimo Sacramento, e resero grazie a Dio per la maniera prodigiosa con cui quelle creature irrazionali avevano fatto un atto di riparazione per il sacrilegio che tanto dolore aveva causato agli abitanti del villaggio.
Senza indugio, il parroco convocò i fedeli ed organizzò una processione alla luce delle torce ,alla quale parteciparono in volo le api adoratrici , per condurre alla matrice la miracolosa custodia di cera contenete la Sacra Ostia.
Qualche tempo dopo. Essa fu portata in una cappella specialmente costruita al fine di fare adorazione perpetua. Si racconta che tutti quanti andavano li a chiedere grazie o implorare misericordia di Dio, uscivano consolati e molti infermi tornavano a casa completamente guariti.
Ma il maggior miracolo continuava ad essere la custodia di cera, collocata in un bel reliquiario. E giorno dopo giorno i fedeli potevano vedere molte api che entrando dalla finestra svolazzavano sull’altare come per rendere un atto di culto alla Sacra Eucaristia.

Paulina Garcia dos Santos Immagine

Rispondi

Torna a “Fiabe e commenti dei Poetixcaso”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite