ADESSO PARLO IO, PRIMA CHE IL CANCRO MI TOLGLIE LA PAROLA.

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ADESSO PARLO IO, PRIMA CHE IL CANCRO MI TOLGLIE LA PAROLA.

Messaggio da Giammarco De Vincentis » lun set 10, 2018 10:20 pm

ADESSO PARLO IO, PRIMA CHE IL CANCRO MI TOLGLIE LA PAROLA.
( condividete se siete d'accordo per favore )

Succede ogni volta che qualcuno ci lascia per una brutta malattia, i giovani ancora di piu', sono pezzi e core di un intera comunita', si crea un muro intorno ad un silenzio assordante, si fa fatica a trovare le parole.
Questa volta avrei voluto tacere, qualcuno potrebbe dire che parlo sempre io, ma purtroppo non posso stare zitto, ci sono dentro fino al collo.
Mi preoccupo per voi giovani, le mie figlie e i nipoti, io ormai devo cercare di impegnare al meglio il tempo che mi resta, sono felice e soddisfatto, la vita nonostante tutto, mi ha dato il tempo per fare quanto di piu' potevo.
Sono 20 anni che convivo con questa malattia, dopo aver visto consumare mio padre, per lo stesso motivo.
Mia sorella non ha tregua neanche lei, siamo dei lottatori purosangue😊
Cosi gioco a nascondino, siamo diventati amici, io e il cancro, amici per forza, per necessita'.
E' una parte di me che si e' trasformata, cellule che impazziscono e il mio sistema immunitario che non e' piu' capace di riconoscere, le buone e le cattive e le lascia passare tutte, senza chiedere chi fossero.
E cosi entrano anche i clandestini, travestiti da profughi e ogni tanto, si lasciano saltare in aria, provocando catastrofi dentro e fuori di me, ogni tanto cado e mi rialzo.
Mi sento come un gladiatore, ho vinto tante battaglie, ma le cicatrici restano, sono stanco pero', arrivera' chi mi mettera' in ginocchio e la vita con il pollice all'in giu' 👎 che decidera' la fine anche per me, ma non e' questo che mi fa paura e nemmeno mi preoccupa piu' di tanto.
Non voglio diventare un peso domani per le persone a me care.
Immaginarle fare i pendolari, dal mio paese verso l'Aquila, la capitale o altre citta' mi angoscia e mi toglie la voglia di lottare, cosi i tempi si restringono.
Mio padre e' morto tra le mie braccia, eravamo compagni di battaglie, so cosa vuol dire, per me e' come rivedere un film del quale conosco gia' la trama.
Ho avuto la fortuna di poter curare papa' fino all'ultimo istante, a due passi da casa, a Pescina, l'ospedale dove ora si parcheggiano le persone che sono arrivate a capolinea, io lo chiamo CARONTE.
Molti di voi non sanno che ad Avezzano c'è un solo posto letto di ricovero, nel reparto di oncologia, lo stesso dove mi curo, faccio controlli e terapie e lo fanno egregiamente, mi trovo molto bene.
Ho scelto di farlo vicino casa mia, ormai sono un numero, il protocollo e' lo stesso, ovunque vado la cura non cambia, vado avanti alla giornata.
Sono fiero di essere Marsicano, ma non di come siamo trattati.
Temo che non passera' tanto tempo e anche questo reparto, verra' assorbito come e' successo con altri, dall'ospedale del capoluogo e la gente da pescasseroli deve fare quasi 200 km tra andata e ritorno per andarsi a curare.
Qualcuno di voi ha nominato i politici che sono intervenuti nella manifestazione nel mio San Benedetto, all'anfiteatro Marruvium ''IO SONO ANCORA QUA'', un grande evento che ha dimostrato che un intera' comunita' e' pronta per difendere la vita di chiunque, conoscono molto bene questa realta'.
Ebbene quella sera io ho chiuso leggendo un discorso che ho scritto condiviso da tutti i partecipanti, non ho fatto alcun cenno alla politica, perche' la cura me la danno i medici, ho ringraziato loro i miei angeli custodi, oltre al buon Dio, una medicina gratis che non ha controindicazioni ❤.
Ho scritto lettere tipo queste a molti politici, tanti mi hanno risposto, mi hanno spiegato la loro impotenza, qualcuno mi ha dato coraggio, altri hanno letto, ignorando del tutto quanto ho scritto.
Una donna, una senatrice molto nota, vi dico solo che quella sera era presente a prendersi la sua razione di applausi ( ho le prove ) bado bene a quel che scrivo, non vado oltre.
Agli Aquilani cmq dei marsicani gli interessano solo i voti, in campagna elettorale.
Ragazzi, giovani ascoltatemi bene io ho bisogno di voi, come voi avete bisogno di me.
Tra non molto ci saranno le elezioni regionali, chi si candida dovra' assumersi le proprie responsabilita, vogliamo una risposta.
La salute non si taglia, tagliate le mani a chi ruba, l'assistenza sanitaria e' un diritto alla vita.
Io personalmente faro' uno sciopero, non quello della fame, ma quello della terapia che assumo giornalmente, a costo di anticipare i saluti con amici e con parenti, sono un marsicano e chi mi conosce sa che mantengo la parola.
Mi mettero' davanti all'ospedale di Avezzano, con una tenda o una roulotte fin quando non ci avranno dato una risposta, che sia positiva o negativa.
Vogliamo l'ospedale di Avezzano che funziona, i posti letto in base non solo ai numeri degli abitanti, ma anchecalla percentuale dei malati di tumore.
Vogliamo una risposta fino ad arrivare ai vertici di questa politica che pensa molto a chi vive in poverta' e fino ad ora non ha speso una parola, in cosa vuole fare per chi vuole curarsi e quando non sara' piu' possibile, morire con dignita'.
Scusate gli errori 🤓 il mio lavoro e' coltivare la campagna, spero solo che il concetto sia chiaro per tutti. 😊

Giammarco De Vincentis
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